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Questione di sguardo

"Per la fotografia la curiosità è vitalità, freschezza. Dona visioni sempre diverse e fa in modo che il linguaggio fotografico si evolva e si trasformi seguendo il naturale flusso della vita"

Il caffè è una (bellissima) pausa. Ma a volte ci spinge anche, a delle pause – come quella che si è concesso Maurizio proprio dalla caffeina, mi confida, per scoprire altri tipi di bevande più congeniali al suo benessere. Oggi che il caffè è tornato nella vita di Maurizio, soprattutto lungo e in miscele morbide, rimane accompagnato dalla passione per il tè in foglia: “prepararlo, adesso, scegliendo la giusta qualità per le diverse ore del giorno, è diventato un rito”, confessa. “Rito che mi fa staccare completamente da quel che faccio, mi dà modo di riconnettermi con il giusto fluire del tempo.”

E da cosa si stacca, esattamente, Maurizio? Lo intuisco quando mi svela il suo amore di sempre: “la fotografia è la stella intorno alla quale orbita tutta la mia vita. Ho iniziato a 14 anni con la prima macchina ‘seria’ regalata per la cresima. L’alchimia della pellicola mi accompagna ancora oggi, i miei progetti personali sono scattati ancora con la stessa macchina che mi regalarono nel 1984.”

Maurizio Sorvillo dunque si occupa di fotografia, come fotografo di interni e architettura. Non solo fotografa di suo, ma insegna a fotografare, come docente di fotografia, in workshop molto originali, dove la fotografia si fa cura. Dove la fotografia ri(s)copre un ruolo sociale importante.

Maurizio è un nuovo autore di Biocaffeina: a partire dal 15 luglio 2020, ogni due mesi curerà la rubrica Forget me not, ri-scatti di luoghi abbandonati.

Maurizio è in perfetta sintonia con il tema portante di Biocaffeina, le storie: “amo molto raccontare storie attraverso la macchina fotografica”, osserva, “non per niente il significato della parola fotografia è ‘scrivere con la luce’. In ogni scatto si fondono insieme tante storie, la mia, quella del soggetto e quelle degli osservatori: la foto acquista così una personalità poliedrica che fa emergere pensieri ed emozioni.”

La rubrica Forget me not conterrà 3 fotografie di un luogo abbandonato, e un breve testo in cui il luogo si racconterà. Per non essere dimenticato – con un richiamo ai fiorellini di campo “non ti scordar di me”. Per essere rischiarato di nuova luce, attraverso lo sguardo di chi osserva. Per ritrovare la voce perduta, attraverso il racconto del proprio vissuto. Questo è il modo in cui Maurizio contribuirà alla mission di Biocaffeina, chiarisce, “attraverso la vicinanza tra parola scritta e immagine, tutti e due mezzi evocativi per eccellenza”.

Nella sua rubrica, Maurizio – che ama definirsi “viandante sempre alla ricerca di senso, di nuove visioni”-  farà una condivisione preziosissima di luoghi che ha fotografato in giro per l’Italia e l’Europa nel corso di 6 anni. Condivisone, che è poi la parola-chiave di Maurizio: “le mie più grandi crescite, professionali e personali, sono passate attraverso questo modo di agire”, racconta. “La condivisione di pensieri, punti di vista, emozioni porta sempre grandi benefici. Anche per questo ho sviluppato una forte propensione all’insegnamento. Lo scambio per eccellenza, dono le mie conoscenze ricevendo in cambio energia e pensieri nuovi, spunti di riflessione tesi alla crescita personale”.

Crescita personale che per Maurizio avviene non solo nello scambio, ma nello sguardo stesso verso i luoghi, quando li fotografiamo fissandoli nel tempo, nei ricordi, quasi rispecchiandoci in essi: “le mie fotografie vedono dentro, vanno al di là del manifesto. Attraverso le mie foto ognuno vede un pezzettino di sé.”

Quanti pezzettini di noi riusciremo a scorgere dentro le fotografie di Maurizio?

A breve la risposta! 😉

E tu, che rapporto hai con la fotografia? Raccontacelo qui sotto!

Maurizio Sorvillo, lo trovi qui:

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4 Comments

  1. Che bella questa nuova rubrica ! Mi piace la fotografia, ma sono negata. Ho un’esperta in famiglia che si è presa tutta l’arte e nonostante abbia tentato più volte di insegnarmi le basi non c’è niente da fare, faccio foto storte e non ho il senso dell’inquadratura, nè tantomeno della luce ! Amo le storie e la fotografia ne racconta di bellissime. Seguirò con piacere questa rubrica.

    • Ciao Ornella, grazie per il tuo messaggio. La fotografia, come tutte le forme d’arte, ha bisogno di contenuti e non di regole. La foto storta, sfuocata o mossa che però racconta una storia sarà sicuramente più incisiva di una correttamente eseguita ma piena di nulla. Quindi fotografa senza paura, lasciandoti guidare dal cuore!

      • Grazie Maurizio ! Sì infatti io fotografo lo stesso ! Lo faccio per immortalare un momento, un posto, una sensazione. Spesso poi li accompagno con un piccolo testo, una riflessione e me li conservo così una sorta di diario per immagini e parole.

        • Ottimo, il miglior modo per vivere questa passione!


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