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Mamma ho perso il Natale

5 modi per godersi il Natale senza gli affetti, ma con creatività

Natale in solitudine e zona rossa

Ho dovuto chiamare mia mamma per dirle che l’ho perso.

Non il treno, ma il Natale.

Ho perso il Natale, ma mica per sempre, eh. Per quest’anno, il Natale non lo passerò nella mia casa di origine con la mia famiglia di origine. Le possibilità sono due:

1 – Cadere nello sconforto al pensiero del Natale in solitudine.

2 – Prenderla con filosofia e fare comunque qualcosa di piacevole.

Dopo aver superato (brevemente) la fase numero 1, mi immergo  nella numero 2.

Per chi come me non avrà la possibilità di compagnia, ecco 5 suggerimenti per vivere momenti piacevoli e nutrienti il giorno di Natale:

1 – La preparazione del pranzo: cuciniamoci qualcosa di buono, che ci piace tanto, che ci solletica non solo il palato, ma anche il pensiero. Poco importa se non siamo degli assi ai fornelli: prendiamola come una sperimentazione, un gioco. Godiamoci anche il tempo del cucinare: spalanchiamo la finestra (accogliamo il freddo come un vecchio amico che poi se ne andrà!), sintonizziamo la radio su un programma che ci diverte, e viviamo con gioia il tempo dell’attesa che quel piatto così prelibato sia pronto – e tutto per noi!

2 – Il caffè post-pranzo: mettiamoci davanti a una bella tazza bollente, e afferriamo una penna o una matita. Sentiamone bene la consistenza, percepiamo il contatto delle dita con il materiale duro, stiamo nelle sensazioni di un gesto che abbiamo quasi scordato, abituati come siamo a premere i tasti di un computer. Prendiamo un post-it e scriviamo una cosa soltanto, nuova, che ci piacerebbe fare nel 2021. Qualcosa che faremmo innanzitutto per noi stessi, per seguire un richiamo particolare, una curiosità. Qualcosa di raggiungibile con un po’ di impegno. E se prevede un certo costo, programmiamo di mettere da parte un tot di soldi al mese dentro un sacchettino che non toccheremo fino al momento opportuno. Poi appendiamo il post-il al frigorifero, per avercelo sempre sotto gli occhi.

3 – Il relax sul divano o letto: immergiamoci dentro una realtà parallela con un libro, un film o una serie TV. Lo fai già normalmente? Bene, un motivo in più per farlo in un Natale tutto per sé! Cerchiamo una storia che sappia coinvolgerci. L’uomo o la donna che nel film o nel romanzo si trovano ad affrontare una difficoltà, escogitano modi per superarla, per tentativi, cadute e risalite, siamo noi nel momento in cui proviamo a superare lo spaesamento di un Natale lontano dai nostri cari. Le storie degli altri ci permettono di sentire che non siamo i soli a provare certe emozioni, nel bene e nel male.

4 – La voce in libertà: non dirmi che non hai mai provato l’esperienza del karaoke in modalità solitaria… beh, ti consiglio di provarlo almeno una volta, è un’esperienza liberatoria! Dal computer o dal cellulare, andiamo su Youtube. Scegliamo una canzone che ci dà energia o ci commuove, che conosciamo bene. Cerchiamola in modalità karaoke, con il testo che appare in sovraimpressione mentre la musica scorre. E appena il video parte, cantiamo assieme alla musica leggendo le parole. Se sbagliamo, se stoniamo, non importa, godiamoci la nostra voce che sale dalla pancia ed esce dalla gola, le sensazioni che fanno fremere tutto il corpo, la spensieratezza del canto libero.

5 – Uno sguardo (nuovo) sul mondo: come? improvvisiamoci fotografi! Sistemiamoci davanti ad una delle finestre di casa, con il cellulare a portata di mano in modalità fotografia. Osserviamo con attenzione quel che vede il nostro sguardo: in alto, in basso, a destra, a sinistra. Vicino e lontano. C’è qualcosa che colpisce la nostra attenzione? Anche solo un dettaglio. E quando lo abbiamo individuato, scattiamo! Possiamo poi condividere questo particolare “fuori dalla finestra di casa”, magari sui social o con le persone care. Della serie: anche questo è Natale!

Quel che conta, se come me quest’anno perderai il Natale con le persone care, è di andare oltre la solita prospettiva, provando a trasformare la solitudine e l’isolamento in risorsa personale. Sperimentare questo momento con occhi nuovi, da angolazioni diverse, tenendo tutti i sensi ben aperti, pronti ad accogliere l’insolito e il nuovo.

E tu, hai consigli per le Feste in zona rossa, lontano dagli affetti? Scrivili qui sotto 🙂

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