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Care lettrici e cari lettori vi scrivo

È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla. - Cesare Pavese

Amare scrivere, è banale?

Siamo in tanti, lo so. Ma essere in tanti, ad avere la stessa passione, è banale?

Non ho mai vissuto la scrittura come una passione. È sempre stata un mio modo (naturale) di stare al mondo. Un modo che mi piace, mi fa stare bene, sentire al sicuro. Un modo che mi gratifica, quando lo faccio, indipendentemente dai risultati.

Scrivere, fa parte della mia identità: Scrivo dunque sono – titolava un suo manuale di scrittura creativa, Elisabetta Bucciarelli.

Scrivere, lo faccio per me, prima di tutto. Perché altrimenti le cose mi restano incastrate dentro, come in gabbia, e non so liberarle. E mi pesano.

E poi lo faccio per condividere. Pensieri. Sensazioni. Paure e felicità. Cose che ho imparato. Chi vuole, mi legge, chi non vuole, no. Ma intanto mi permetto di dire qualcosa, che alla fine è una riflessione piccola in mezzo a una marea di opinioni.

Mi capita spesso di scrivere di me, delle mie esperienze di vita (sarà che ne ho accumulate parecchie!). In Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé, Duccio Demetrio parla di “pensiero autobiografico” – quella sensazione e urgenza che una persona sente, a un certo punto della vita, specie nelle culture occidentali, di “raccontarsi in modo diverso dal solito”. Continua Demetrio: “Quando il pensiero autobiografico, un pensiero che nasce dalla nostra individualità e di cui soltanto noi siamo gli attori, conosce e svela questi istinti affettivi, abbandona la sua origine individualistica e diventa altro. Condivide l’essere al mondo di tutti gli altri; l’egocentrismo che parrebbe caratterizzarlo si muta in un altruismo dell’anima […]”. Dunque no, non è egoismo questo istinto di scrivere di sé.

Scrivere, ha varie sfumature. Negli ultimi romanzi che ho letto, ho incontrato vari personaggi legati in qualche modo alla scrittura. Come Viola, che, in Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco, a un certo punto confessa: “Leggere e scrivere è sempre stato il mio modo di acquietarmi […]”. Qualcosa che succede anche a me, da sempre – questa sensazione di “centratura” e quieto equilibrio.

Ne Le piccole libertà di Lorenza Gentile, zia Vivienne, che passa tutta la vita a provare a scrivere “il suo grande romanzo”,  condivide con la nipote la sua filosofia di vita: “[…] non conta riuscire, ma fare quello che siamo chiamati a fare. […]. Per zia Vivienne “[…] la scrittura si mette in competizione con la vita e vince, portandola a trascurare gli affetti, impendendole di costruirsi una famiglia o tenersi un lavoro troppo a lungo”. A tale punto, possono arrivare le passioni (i modi di vivere).

Ne Il ritratto di Ilaria Bernardini, Valeria, scrittrice di successo, ammette che “[…] scrivere non era solo una fortuna e non era bellissimo. Era solitario, molto spesso noioso, angosciante. Era una prova di resistenza e volontà.” Sì, scrivere non è sempre facile.

In Avanti Parla di Lidia Ravera, Giovanna, sola e in età matura, si mette a scrivere la sua storia, confessando “Ripresi a scrivere […] per aiutare me stessa a tacere”. Fare autobiografia è darsi pace, osserva Demetrio.

Scrivere, mi ha portata ad aprire il mio blog, Biocaffeina, il 20 gennaio 2020. Per questo oggi, a 2 anni di distanza, mi dilungo in questo elogio della scrittura. Biocaffeina è nato giusto prima del lockdown di marzo 2020. Ha messo sottosopra gran parte dei miei obiettivi: girare di qua e di là per vedere luoghi, locali ed eventi di cui scrivere. Girare di qua e di là per incontrare persone da intervistare. Ho dovuto invece molto spesso sfruttare modalità di contatto a distanza. Ma nonostante questo, non mi sono fermata. Non ci siamo fermati, io e chi ha accettato, nel corso del tempo, di unirsi alla squadra biocaffeinata.

Voglio dire alcuni grazie: a Ilaria Fiorenzani, che mi ha accolta nell’estate 2019 a casa sua, nella sua famiglia. Dove sono germogliate le idee sul blog. Dove è nato il nome del blog, sulla terrazza di una pizzeria con vista colline. Cara Ilaria, che sei stata come un tocco di magia per me, grazie per aver tenuto un oroscopo mensile per tutto il 2020, e per averci regalato, a inizio gennaio, un articolo sui transiti astrologici del 2022.

Un grazie a Cristina Di Loreto, per avermi sollecitata, alcuni anni fa, con dolce fermezza, ad aprire il mio blog: “Ma cosa aspetti?” Le tue parole, cara Cristina, mi risuonano ancora dentro. E grazie per avere accettato di parteciparvi come autrice “estiva”. Grazie per aver trovato il tempo per scrivere su Biocaffeina e per aver condiviso con noi la tua passione per la scrittura e i libri (oltre alle cose della mente!) nella rubrica Mind the book.

Un grazie a Riccardo Pimpini, per avere accettato, fin da subito e con grande entusiasmo, di curare la rubrica The Sound of Science. Grazie caro Riccardo, per condividere con noi la tua conoscenza e la tua passione per tutto ciò che è scienza e tecnologia. Grazie per il tempo che dedichi a fare ricerche e creare i podcast sulla vita di esperti del mondo della scienza e tecnologia. E grazie per le altre cose belle, che questo 2022 ci riserverà, nella tua rubrica – e che scopriremo a breve!

Un grazie a Maurizio Sorvillo, per essersi unito alla squadra con grande disponibilità e gioia. Grazie caro Maurizio, per la gestione della rubrica fotografica Forget-me-not, in cui per 1 anno hai condiviso foto che hai scattato in giro per l’Italia e l’Europa in questi anni. Grazie per avere accompagnato alle tue foto, un piccolo racconto parlante di ogni luogo, e grazie per le condivisioni che arriveranno in questo nuovo anno!

Un grazie a Vanessa Tonarelli, last but non the least, per averci raggiunti con grande partecipazione ed emozione, fin da subito. Grazie per la passione e la cura con cui gestisci la rubrica d’arte Art with a view. Grazie per le tue ricerche e i tuoi preziosi suggerimenti su mostre ed opere da vedere, non solo a Firenze e Toscana, ma un po’ ovunque, specie quelle realizzate da nomi e volti meno “noti”. Grazie per tutto quello che ci donerai in questo 2022!

Un grazie all’illustratrice di Biocaffeina, Luchadora ossia Alessandra Marianelli, per aver pensato e creato grafica, colori e illustrazioni che fossero il più in sintonia possibile con la mia personalità e i miei obiettivi. 

E non poteva mancare il mio grazie a chi ha dato forma concettuale e materiale al blog: la creativa Lisa Innocenti, che assieme al suo team dell’agenzia Mira!, fin dall’inizio ha saputo ascoltarmi e “sentirmi”, capirmi, per creare un blog su misura per me, che mi rispecchiasse in pieno.

Qualche giorno fa passeggiavo per Firenze, e a un tratto una voce da una bici mi ha salutata: “Tu sei Verusca, giusto? Quello del blog sul caffè”. No, non me lo aspettavo, di essere fermata da un mio lettore, che non conoscevo dal vivo, ma è un mio contatto sui social. Non sono riuscita a dirgli granché, ero emozionata! – solo “Grazie per avermi riconosciuta e fermata”.

Ora lo voglio dire qui a voi: grazie a chi trova il tempo per leggere Biocaffeina. Con costanza, o una volta soltanto.

Si sta formando una piccola comunità di gente fedele al blog. Persone che sostanzialmente condividono i valori in cui crede e che promuove Biocaffeina, come l’autenticità; la consapevolezza di sé e del mondo; l’unicità e originalità di ognuno di noi; l’auto-realizzazione e lo sviluppo personale; la semplicità e la bellezza nella semplicità, la profondità nella leggerezza, la libertà, soprattutto di pensiero, l’inclusione di ogni tipo, la ricchezza che sta nella varietà. Tutto questo, è Biocaffeina.

Un augurio di continuare così, con questi valori di sottofondo, e nuove storie e riflessioni da condividere con voi.

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1 Comment

  1. Grazie a te Verusca!
    Di cuore,
    Elisabetta


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